29 dicembre 2015

STAR WARS VII, Il risveglio della For... no, dei cloni!


Uff, non so... ho sempre avuto l’impressione che ne sarei rimasta delusa, tuttavia ci ho speso il massimo: 3D, supplemento prenotazione, pagato in anticipo tramite postepay e... occhialini nuovi di zecca che però erano compresi nel prezzo.

Sì, l’ho visto. Mi sono seduta rigorosamente nel mezzo alla sala, maledetto astigmatismo, se non mi siedo nel mezzo la correzione degli occhiali da vista va ai maiali e io non vedo in 3D! Le lenti a contatto... storia lunga, insomma al cinema devo andarci con gli occhiali, doppi occhiali! Per questo prenoto, non posso rischiare di farmi ciulare il centro della sala.

Mi sono seduta con la sensazione che non sarebbe stato un “LucasFilm” ma una creazione Disney, chissà perché ma mi aspettavo una robina meno... “George” e più “Eredi Walt”. Ma siamo arrivati ai titoli di coda e della Disney nemmeno l’ombra. Sotto certi aspetti aggiungerei un sonante menomale!

Una lacrimuccia mi è scesa all’esplodere della musica iniziale, una cosa che mi fa sobbalzare il cuore dal lontano 1977... ci sono nata, cresciuta e diventata madre con quella musica e per me ha un valore particolare, come ne ha la sigla iniziale, ma soprattutto quella finale di Atlas ufo robot: Shooting Star, titolo che ha dato il nome a questo blog.

Dopo la maestosa musica iniziale e relative scritte gialle, in sans serif (la mia dislessia ha sempre ringraziato) che si sperdono nell’immensità dello spazio il film è iniziato.

Un film davvero fatto bene, sull’impronta della trilogia originale e senza quella “plasticosità” della trilogia prequel, troppo computerizzata, troppo finta perché riuscissi a collegare “La vendetta dei Sith” con “Una nuova Speranza” di trent’anni prima, ma che raccontava avventure di trent’anni dopo.

Forse era proprio questo che temevo, una Disney che mi avrebbe trasformato il bellissimo Tydirium nel nipotino di Skipper Riley di “Planes” distruggendomi un sogno fatto di aerospider galleggianti ma polverosi, astronavi rugginose e ammaccate, meccanismi alla luce del sole con i lubrificanti impastati dalle scorie cosmiche a suon di salti luce e che a volte facevano cilecca. Roba che concepivo, roba materiale e fattibile e non cose ultra sbrilluccicose che sapevano mimetizzarsi nell’oscurità del cosmo fino a scomparire, come l’astronave reale di Amidala, pace all’anima sua, cos’era quella roba? Vuoi mettere il fascino di un caccia Ala-X T-65 con quella specie di ciondolo in oro bianco della collezione Tiffany? E dello scartocciato ma immarcescibile Millennium Falcon ne vogliamo parlare?

E già che ci siamo parliamo anche di mani mozzate e relative protesi. A Luke una bella manina bionica con tiranti meccanici e sportellino per la manutenzione, mentre ad Anakin una cosina che ricorda vagamente una lavalamp!

Ma già dai primi quadri tale timore è scomparso ed eccoci immersi nuovamente in una luce accecante e tanta, tantissima sabbia... Siamo su Tatooine? Dove sono i tre soli?

Siamo su Jakku e quella creatura umana che fruga tra le carcasse di mezzi insabbiati come un comune Jawa è Rey, una ragazzina con un buon istinto di conservazione, che ben presto si imbatterà in un droide piccolo, divertente, un po’ infantile, che contiene una mappa segreta da consegnare.

Aspetta un momento, ma che diavolo... Questa cosa l’ho già sentita!

La storia si evolve e... ma il fenomeno al volante di nome Poe Dameron è per caso la reincarnazione di Wedge Antilles?

Poi c’è un pianeta, o qualcosa grosso come un pianeta, che sputa un raggio potentissimo capace di distruggere interi Sistemi... Oh! Ne hanno fatta un’altra? Che rogna ‘sta Morte Nera! Solo che questa qui si chiama StarKiller (Ammazzatrice di stelle) visto che succhia energia dai soli vicini per poi vomitare il raggio devastante.
La StarKiller ha un punto debole, raggiungibile percorrendo un canale stretto e sorvegliato dai cannoni direzionali di superficie. Solo un colpo preciso e ben piazzato potrebbe innescare l’esplosione di...
Ma dai!!!! Mi avete preso per una povera idiota?

Okay, sono passati svariati decenni dall’uscita dell’episodio IV e nel frattempo mi sono fatta vecchia, ma non ho ancora perso il capo e per fortuna non ho l’Alzheimer!

Quindi vediamo di ricapitolare:

1977: episodio IV
2015: Episodio VII
C’è un tizio su un pianeta desertico,
questo tizio viene in possesso di un droide fischiante che ha al suo interno informazioni decisive per l’Alleanza.
Il tizio pare anche abbastanza bravino con la meccanica, sa pilotare benino...
Via via che la storia va avanti esce fuori una cosa enorme, grande quanto un pianeta, la cui potenza inaudita è capace di disintegrare pianeti interi, la Morte Nera.
Tarkin, un capoccia dell’impero, spara contro il sistema di Alderan innescando l’orrore e la rabbia dei ribelli che iniziano a darsi da fare per liberarsi una volta per tutte di questa minaccia.
Studi approfonditi rivelano un solo punto debole della Morte nera, ma ci vuole fortuna per riuscirci e una buona dose di incoscienza, nonché un abile pilota che con sangue freddo dribbli dei fastidiosi cannoni di superficie e poi, con mira precisa, colpisca un puntino ben preciso per innescare un’esplosione a catena direttamente dall’interno di tutto l’arsenale planetario...
C’è una tizia su un pianeta desertico,
questa tizia viene in possesso di un droide fischiante che ha al suo interno informazioni decisive per l’Alleanza.
La tizia pare anche abbastanza bravina con la meccanica, sa pilotare benino...
Via via che la storia va avanti esce fuori una cosa enorme, grande quanto un pianeta, la cui potenza inaudita è capace di disintegrare pianeti interi, la StarKiller.
Hux, un capoccia dell’impero, spara contro il sistema di Hosnian innescando l’orrore e la rabbia dei ribelli che iniziano a darsi da fare per liberarsi una volta per tutte di questa minaccia.
Studi approfonditi rivelano un solo punto debole della StarKiller, ma ci vuole fortuna per riuscirci e una buona dose di incoscienza, nonché un abile pilota che con sangue freddo dribbli dei fastidiosi cannoni di superficie e poi, con mira precisa, colpisca un puntino ben preciso per innescare un’esplosione a catena direttamente dall’interno di tutto l’arsenale planetario...

Vi chiederete se mi sia divertita...

Beh, diciamo che poteva andare peggio. Potevamo rischiare di veder apparire una sottospecie di Elsa quando sulla StarKiller ha iniziato a nevicare per la mancanza di luce e calore solare, o forse potevano rispolverare un wampa, giusto per riagganciarsi poi con il prossimo episodio, l'VIII, direttamente al V!

Poteva andare peggio anche a voi che ancora non siete andati a vedere il film: sono riuscita a fare una recensione senza spoiler!

Non lo avrei mai creduto! 

19 luglio 2015

Terrazze e punti di vista.

Il video che troverete su https://www.facebook.com/nowa.blu/videos/10207159251370742/?pnref=story è l’ultima lavatura di terrazza dei signori del piano di sopra.
Ieri, nella seconda metà del pomeriggio i signori hanno fatto pulizia profonda della propria terrazza... vista la quantità di sudiciume che è sceso di sotto insieme a una copiosa cascata d’acqua presumo che oggi stia a me pulire.
“Stupidamente”, perché dire “ingenuamente” mi pare troppo gentile, ho creduto di poter avere il diritto di non essere d’accordo, ma mi sbagliavo.
I signori mi hanno detto che, almeno una volta all’anno, hanno il sacrosanto diritto di lavare la propria terrazza e che lo sfracello di acqua che la grondaia non è riuscita a ricevere dipenda dal fatto che io non pulisco regolarmente la medesima. Se sopporto l’acqua di un possibile temporale, perché non dovrei sopportare questo?
Mi sembra un ragionamento accettabile... forse.
Pare inoltre che così facendo i signori non mi facciano altro che un favore, nel senso che in questo modo i vetri della mia veranda ricevono una bella lavata verace.
Infatti qui possiamo ammirare la pulizia ricevuta:

La merda che si è depositata sui vetri e che va a ostruire la grondaia (che io la pulisca o meno) non esiste, voi non la vedete, la vedo solo io perché sono pazza.
I segnali che i signori fossero/siano consapevoli di aver fatto una cosa non proprio bella li ho avuti quando la signora ha aperto la porta nel momento in cui ho suonato il loro campanello e l’ho invitata a vedere la situazione.
Con reticenza ha accettato, ma è stato come discutere con un muro di mattoni sodi.
Dopo avermi fatto notare che lei può e io so soltanto rompere i coglioni e scrivere sul web infamie su tutti, mi ha avvertito che in paese la gente parla di me in modo non proprio garbato.
Beh, dopo questo intervento avranno nuovi argomenti.

Comunque le cose pare stiano così:
1)     io avveleno i campi altrui,
2)   io parlo male delle effigi sacre poste in strada da privati non proprio possidenti di buon gusto,
3)   io offendo le maestrine del paese sul web,
4) io pretendo che gli altri restino con le terrazze sudicie,
5)   io non mi decido a morire male.
Ergo non ho più voce in capitolo all’interno di quest’accozzaglia di provincialotti, ho torto a prescindere e pertanto devo subire.
Anzi, se non sto attenta il signore mi ha pure detto che il suo avvocato mi farà togliere la veranda, perché è convinto che sia abusiva. In base a cosa lo dica non lo so, ma se ne è convinto allora dev’essere così.
In ogni caso mi chiedo quanto la situazione di entrambi potrebbe migliorare se la veranda un domani non ci fosse più.
Ma domani la veranda ci sarà, ancora corredata dei permessi necessari che occorsero per poterla costruire.
Temo più per la presenza della terrazza, visto che osservando bene il processo di degrado che essa subisce sarà sufficiente un calcinaccio ben piazzato a creare ai signori molti problemi.

Ma questa è un’altra storia, contenente le clausole che mi obbligherebbero a ospitare nel mio giardino i ponteggi necessari per la sua ristrutturazione.

24 giugno 2015

C'era una volta... tratto da una storia vera.

Buongiorno mondo!

Dunque la scuola è finita, gli scrutini sono finiti, le schede sono state consegnate e io odio avere sempre ragione!... Ma in questi casi mica tanto...

Sono una mamma rompicoglioni, questo c’è da ammetterlo e le mamme rompicoglioni nei paesielli fanno danni che appaiono più grandi di quello che sono, perché?

Semplice: perché il paesiello è un po’ come una piccola isola legittimante presupposti che rasentano il fondamentalismo. Ci si preoccupa del danno “ottico” che potrebbero creare le persone che vanno contro tendenza e non di quello “materiale” fatto da una cancrena farcita di abitudini e ignoranza.

Io sono importata, vengo da una grande città, torno regolarmente nella grande città, ho attività che non mi consentono di restare ancorata all’isola paesiella, non sono ignorante (nemmeno un genio ma consentitemi di non ritenermi un’inetta), ho uno scilinguagnolo velenoso e spesso piuttosto mortale e soprattutto non prendo mai per oro colato ciò che alcuni personaggi ritenuti attendibili nel paesiello dicono.
In definitiva sono pericolosa per l’equilibrio pacifico del paesiello... o potrei quanto meno esserlo.

Altro che extracomunitari straccioni e mezzi affogati che vengono qua a racimolare il racimolabile, io faccio del male se mi si pestano i piedi!

Mi hanno pestato i piedi... Brutta storia, ragazzi, brutta davvero, anche perché volevano farla scontare ai miei figli.

Okay, inutile circonvallare, io ce l’ho messa tutta per non fare nomi, citare luoghi o quant’altro, ma quando scrivi che senti puzzo di merda e le persone iniziano a uscire allo scoperto dicendo che hai scritto che loro hanno cagato... ti fai due domande, no?

Praticamente si fanno nomi e poi la colpa è mia?

Ma anche no. Intanto ti metti a cercare la cagata ed eventualmente chi l’ha mollata.

Galeotto pare sia stato facebook, nel lontano dicembre 2014, complice il terremoto di quel periodo, i colpevoli tanti e tutti accusati molto soggettivamente. Difficile sarebbe stato per un giudice restare neutrale davanti a tanti discorsi e dita puntate.

La telefonata.

“Oh, signora! Ma non viene a prendersi i suoi figlioli?”

Erano circa le 14,40... forse le 15, toh! Uscivano prima? No. E allora che succede?

Terremoto... Fortissimo! Terribbbilissimo! o come? Non l’ho sentito? Stupida io...

No, sinceramente io ‘sto fortissimo terremoto non l’ho sentito. E dire che sentii quello di L’Aquila, quello di Ferrara, ma questo qui proprio, manco una scorreggina. Quindi che mi dovevo andare a immaginare?

La perentorietà della telefonata mi aveva colto alla sprovvista, così come il tono piuttosto seccato della maestra con il quale la iniziò privandola di un buongiorno introduttivo e quando il tutto si fu calmato e i figlioli a casa mi lamentai senza cadere sullo specifico ma mantenendo sempre i toni di “c’era una volta in una galassia lontana lontana...” su facebook, perché ora è così che funziona, no?

Ovviamente qualcuno si accodò alle lamentele con i propri commenti.

I commenti erano un po’ meno lusinghieri del mio post, ma ancora nomi non ne venivano fatti e io me ne andai giuliva giuliva in vacanza natalizia dai miei. Dove non c’è connessione e durante le quali sotto quel mio post successe di tutto...

Le ringambine.

Ma al ritorno dalle vacanze, dopo una decina di giorni la bella sorpresa: colloquio con la preside!

M’incazzo. “Chi di voi due ha combinato che cosaaa!!!??”

Ma non ce l’aveva coi ragazzini e in ufficio preside mi ritrovo l’inquisizione al completo. Due referenti del corpo docente che iniziano a elencare offese, pretendere scuse, minacciare denunce...

Eh? Ma ce l’avete con me? Con Nowa Blu? E di grazia chi cazzo sarebbe ‘sta Nowa Blu? Ha offeso chi? Voi? Ci sono nomi? Il nome di qualche istituto? Di qualche paese? Che incompetente ‘sta Nowa Blu!

No, i nomi non ci sono ma si evincono. Da cosa? Forse vi riconoscete nella descrizione.

In men che non si dica il puzzo di merda che sentivo si è trasformato in una bella cacata fuori dal vaso, ma siccome furono tirati in ballo i miei figli, alla pretesa delle scuse le feci, ma poi mi chiesi perché tanto accanimento per un post assolutamente impersonale e tre commentini sotto di esso.

Controllo e... spariti i commentini. Ero rimasta da sola con un “maestra cazzona” in bocca che manco l’avevo detto io per prima, ma visto al momento potevo benissimo passare da pazza che faceva le palle e se le tirava. O più propriamente scriveva post e se li commentava.

Perché erano spariti i commenti? Eppure non mi parevano tanto gravi.

Chiedo i tabulati delle cronologie. Ho gli agganci, lo posso fare, sarà abuso d’ufficio ma che cazzo me ne fotte? Mica vi dico da chi sono andata a procurarmeli! Io nomi non ne faccio!

Arrivano e per la miseria! Che scandalo!

Gestione abburracciugata per ciò che concerne l’evacuazione dell’istituto fino all’incresciosa avventura di un bimbo in carrozzella rimasto bloccato al primo piano, con l’impossibilità di servirsi dell’ascensore e una rampa per disabili inaccessibile perché da finir di costruire!

E pensare che a maggio del 2014 fu fatta una bella festicciola d’inaugurazione (postai le foto sul profilo facebook) di una scuola da finir di fare, architettonicamente sicura, non nego, ma senza i minimi parametri per la disabilità.

Quest’ultima cosa non la dico io, la appresi su quei tabulati, leggendo la miriade di commenti che furono scritti da mezzo paese e poi prontamente cancellati, come appresi che i bambini che già avevano raggiunto il piazzale, si erano messi a piangere disperati verso il bimbo in carrozzella dicendogli di non preoccuparsi “adesso risalgo e moriremo insieme!!”

Da brividi, ammettiamolo. Non vorrei essere stata una delle maestre costretta a gestire una cosa come questa.

Ma forse era apparso troppo per quelle mammine di paese aver denunciato così apertamente, su un social network, mettendosi in contrasto con l’istituzione educativa che ancora aveva in grembo i propri figli. Perciò i commenti furono nottetempo cancellati.

Ma io li ho ancora e con nomi e cognomi.

Sette mammine, due babbini, la mia vicina di casa, una maestrina inviperita e me medesima. Tutti lì siamo, in quei tabulati delle cronologie.

Ah, a proposito, mi rivolgo alla mammina con la foto profilo a pucciosa bimbettaminkia: il tuo commento datato 24 dicembre alle ore 23,59 (ripeto 24 dicembre, ore 23,59) ci fa capire quale brava cristiana tu sia! A blaterare stronzate su facebook mentre il tuo prete scampanella la messa di mezzanotte per osannare la nascita, la duemila quindicesima, del Gesuccristo!

Brava.

Per farlo sparire il 27.

Cretina.

Dal 27 al 28 dicembre tutti i commenti sparirono. Poi non venitemi a dire che quella strana sono io.

La pagella del primo quadrimestre.

Tutto questo porterà alla sospetta insufficienza in condotta per ciò che concerne mio figlio maggiore, nonché a una deplorevole azione di mobbing, ma lo definirei più bullismo, da parte delle sue insegnanti.

Tale azione continuerà fino alla fine della scuola, perché ovviamente so che tutto ciò è anticostituzionale, che per dare voti del genere il ragazzino deve aver rasentato la delinquenza fuori e dentro la scuola, reiteratamente e qualunquemente [cit.].

Mentre chi conosce mio figlio resta da lui affascinato proprio per la dolcezza e l’educazione che emana come se fosse la cosa più naturale di questo mondo.

Anche l’altro mio figlio non riceverà una pagella onorevole. Non potendolo colpire sulla condotta perché è un bambino tranquillissimo, sempre zitto e nel suo mondo, gli costellano la pagella di 5, snobbando bellamente una dislessia per la quale sono state avvertite ma di cui ancora non possedevo il certificato da mostrar loro.

Non potevano pretendere che me ne restassi zitta a subire, come ha fatto una certa mammina e il quale figlio immediatamente è migliorato nei risultati e nella condotta!

Peccato che tale ragazzino ce l’ho in palestra e, consentitemi, più che vivace e maleducato ‘sto qui mi pare tarato nel cervello proprio! E per nulla migliorato.
Comunque Al provveditorato ho le conferme che cercavo. Le insegnanti non potevano dare voti del genere senza che ci fossero a monte dei trascorsi degni di rilevanza, come una sospensione, delle note, dei richiami, facendo cadere dal pero una madre che non riconosce il proprio figlio sulla scheda di valutazione.

Infatti non ce l’ho riconosciuto e non ho mai firmato quella scheda.

L’interclasse.

Il fatto che fossi andata a documentarmi sulle modalità che occorrono a un’insegnante per arrivare a dare il 5 in condotta a un ragazzino delle elementari e delle insufficienze a un dislessico portato avanti senza strumenti adeguati deve aver urtato il senso di professionalità delle docenti e della signora dirigente d’istituto.

Richiamata ancora una volta mi verrà detto che il bambino non è affatto migliorato e che rischia la bocciatura.

Ovviamente la minaccia non poteva essere nemmeno presa in considerazione dopo tutta la documentazione che mi ero procurata.

Le cacate fuori dal vaso iniziavano a essere due e non volevo farmi vedere quella disposta a pulire.

Oltretutto mi fu fatta una colpa per la disaffezione nei confronti dell’istituzione educativa da parte di mio figlio, per via del mio comportamento dissacrante verso la scuola.

Iniziai a portarmi dietro i figli ogni qual volta ci fosse un colloquio. Mi ero stufata di sentire cose dalle maestre e tornando a casa e riferendo il tutto al ragazzino lo vedevo scoppiare a piangere e dire che erano bugiarde, che ce l’avevano con lui, che l’avevano preso di mira, che prendeva le colpe anche quando non c’entrava nulla.

Ma le insegnanti rallentarono le chiamate. Soprattutto dopo aver fatto una figura cacina dicendomi che i tabulati li avevano anche loro. “Sa, la Polizia Postale funziona per tutti...”

Polizia Postale? Ma non è la Polizia Postale che rilascia i tabulati, ma l’Antitrust e non certo così velocemente! A voi, così, senza richiesta da parte di un tribunale, tabulati riguardanti un mio profilo... Ma con chi credete di stare a parlare? Chi vi illudete di avere davanti?

Ma ammesso e non concesso, se li avete allora sapete di cosa e soprattutto di chi stiamo parlando, giusto? E dunque di grazia, perché continuate a scassare le wallere a me?

Da lì a poco ci fu l’interclasse, il cui resoconto fu diligentemente stilato dalle rappresentanti di classe e spacciato al resto dei genitori.

Una sfilza di ordini del giorno scandalistici riportarono a galla mamme che offendevano sui social network, bambini indisciplinati, genitori anche peggio, poco dialogo tra scuola e famiglia, sfiducia e disaffezione. Infine l’indire di una riunione straordinaria per parlare con tutti i genitori.

Riunione alla quale andai con mio figlio più grande, il delinquente in erba, curioso di scoprire se chi lo accusava sempre di cose che non commetteva avesse il coraggio di accusare anche me davanti a mezzo paese, e con il quale pensai bene di andarmene dopo appena mezz’ora, dopo aver ascoltato una serie di discorsi atti solo a scaldare la folla in attesa dell’accensione della pira.
Peccato che la strega da ardere non si fece sacrificare, smaterializzandosi altrove in sette secondi netti.

Tutte le mammine e i babbini restarono con tanto di pive nel sacco e si accontentarono di sparlare nuovamente alle spalle nello sgomento degli unici paio un po’ più degni d’esser chiamati “persone civili”.

Mi stavo giusto stufando di tutta questa fiera medievale quando una bella lettera protocollata da parte del provveditorato chiedeva alle maestrine di calmarsi e di evitare di cacare fuori dal vaso per la terza volta.

Ottenni dalla preside la garanzia che quel 5 in condotta non avrebbe precluso la promozione del bambino e che quello voleva essere solo un forte messaggio affinché egli cambiasse certi atteggiamenti come dire... poco consoni all’ambiente scolastico.

Okay, detta in soldoni volevano mettere a cuccia me, il bambino ha solo la colpa di essere mio figlio.

Il figlio di una rompicoglioni.

Le maestre si cucirono nel silenzio e devo ammettere che per un paio di volte l’ho temuto, ma ho voluto dare fiducia alla presa di coscienza in cui sono state obbligate dalla lettera protocollata.

L’ultimo tentativo.

Ma così io restavo impunita. Dopo tanto cacare fuori dal vaso che restava da fare?

Dal canto mio non mi andava di mandare mio figlio a scuola tutti i giorni a farsi perseguitare da quattro maestre che non aspettavano altro che una sua reazione e arrivare alla sospensione necessaria per confermare la condotta del primo quadrimestre.

Pianificando qualche “settimana di Pinocchio” ottenni una distensione nel bambino e tutto pareva procedere per il meglio. 

A questo punto già posso immaginare: “La signora ha due figli, giusto? Se il giochetto della condotta non ci permettono di farla funzionare, potremmo attaccarci alla sfilata di 5 dati nel primo quadrimestre all’altro figlio, quello dislessico.”

Mi mandarono a chiamare. Dovevano essersi ripassate le regole a cui devono sottostare per poter bocciare.

L’abitudine di portarmi dietro il figlio ai colloqui non lo avevo perso e il piccino venne con me.

“Lui resta?” Ignara di quanto mi avrebbero detto risposi di sì, però loro lo sapevano. Sapevano per quale motivo mi avevano chiamata. “No, perché non è una cosa bella.” 

Avevo anticorpi solidi, grazie alle loro colleghe insegnanti dell’altro mio figlio. Avanti, date fiato alle trombe.

“Sa, noi avevamo pensato di bocciarlo.”

Brave.

Non usate un cazzo di mappa didattica, non avete una benché minima idea di cosa sia una mappa didattica, lo avete tartassato tutto l’anno con interrogazioni, letture ad alta voce, problemi matematici, quando sarebbe bastato tradurre il tutto in disegnini. Ha rinunciato a collaborare con voi, s’è ancor di più chiuso a riccio nel suo mondo di disagio lessicale e ora lo volete bocciare?

E me lo dite davanti a lui invece di insistere perché lo facessi uscire per cinque minuti?

Ora immagino che domani pretendiate che si alzi entusiasta di venire a scuola per questi ultimi giorni.

Aspettate la mia benedizione per bocciarlo?

No, guardate. Facciamo così: voi lo passate in quarta e poi io gli cambio scuola. Lo mando dove c’è una referente DSA così prendiamo due piccioni con una fava: lui avrà le sue mappe didattiche e voi ve lo levate di culo. Vi piace il programmino?

Venendo via: “E io da domani che cazzo ci vengo a fare? Tanto hanno già deciso tutto.”

“Non hanno deciso un bel nulla e se io non voglio loro faranno anche meno. Domani andremo a vedere la nuova scuola. Tu fregatene e vai avanti per la tua strada e pensa a quale bel ricordino lasciare a queste maestrine.”

Iniziarono le “settimane di pinocchio” anche per mio figlio più piccolo e il ricordino che ha lasciato è stata una prova invalsi eccezionale!


Quello che non aveva le basi per proseguire!

2 marzo 2015

Sesso, sesso, sesso!! Bei ricordi...

Sì, lo so, questa pappardella è già su facebook, quindi perché metterla anche qui? Semplice: 
1) Facebook sta passando a rassegna tutti i profili con nomi strani e credendo che non siano veri li blocca offrendo la possibilità di cambiarli, quindi siccome per quanto strano suoni io sono ormai da svariati anni Nowa Blu, non vedo come altro mi dovrei chiamare e quindi ci sta che venga oscurata da un momento all'altro (a proposito, mi rinominerò Maria Rossi, più normale di così!)
2) Ho questo blog, scriviamoci ogni tanto no? Altrimenti cosa me lo tengo a fare sulla barra dei preferiti?
Dunque ecco a voi:

Ci sono in rete molte recensioni dell'applaudito film sugli altrettanti applauditi libri di 50 sfumature.
Non sono molto lusinghieri, ma chi le ha fatte ha scordato il target mentale di chi è andato a vedere una cosa del genere (e non mi si venga a dire che sono stati mossi da curiosità).

Su patetica insistenza mi fu cacciato in mano la trilogia e io, che ho gusti letterari abbastanza diversi, ho sofferto per due mesi e 17 giorni sui primi due terzi del primo libro, dopodiché mi sono imposta (anzi, "io non impongo, io violento forte!" [cit.]) di finirlo. Ovviamente gli altri due li ho resi non letti. Passi il fatto che abbia letto il primo lontana da occhi indiscreti da quanto mi vergognavo a farmi vedere con in mano un libro del genere, ma continuare la trilogia, sebbene ben nascosta, mi avrebbe procurato dei problemi a guardare la mia immagine riflessa nello specchio la mattina!
Maledetto sarcasmo.

Ammetto che come scrittrice ho avuto un periodo di depressione, come lettrice ho provato smarrimento e come donna ho perso ogni barlume di fiducia nelle mie simili umane, infatti sono tentata di metter su un allevamento di capre.

In ogni caso, a prescindere da chi ha fatto tutte queste recensioni, non dobbiamo dimenticarci che a chi è andato a vedere il film poco è importato delle qualità recitative di Dakota, tantomeno di quelle di Jamie e non credo nemmeno gli fregasse così tanto della trama, che di sfumature già ne aveva poche sul libro, m'immagino che cosa piatta e scialba possa essere stato il film. Le signore che si sono riversate nei cinema sono state mosse da ben altri "stimoli culturali", più o meno inquietanti e ora le vediamo tutte qui a commentare certe recensioni non del tutto adulatorie come se avessero assistito al film con quel senso critico che avrebbe dovuto accompagnarle anche durante la lettura (e nell'attesa dell'uscita del film anche rilettura) del libro.

L'orrore della cosa è che in realtà c'è evidente necessità di certi spettacoli.
Guardiamoci in giro: internet ha quasi del tutto rimpiazzato i contatti carnali, ora sesso si fa con la cam. La cam ha disinibito anche coloro che erano più vergognosi a farsi procurare sensazioni piacevoli da mani altrui e questo solo per ciò che concerne i giovani. Passando alle persone più grandicelle, la cosa si estende anche all'autoerotismo.
Le persone della mia età e che conosco sono ormai sposate da anni, hanno figli in età scolare e problemi quotidiani che non riescono a esorcizzare per diversi motivi. Una coppia con queste prerogative che vive in una casa dalla metratura quadrata sui generis, che ha i figli che fino alle 11 di sera se ne stanno svegli a platinare su Halo 5, che se ne vanno a dormire dopo che per un'ora è stato berciato loro "Vai a letto che domattina mi fai sclerare per mandarti a scuola!" e quelli stanno a fare questo tira e molla con i genitori fino a levarli di sentimento, i suddetti genitori non possono dare a intendere al mondo intero che trovano tempo e atmosfera per scopare in modo soddisfacente più di una volta al mese. E il sesso ragazzi, il sesso è importante. Dite quel che vi pare, ma lo è eccome. Gli orgasmi rilasciano sostanze nell'organismo che placano lo stress e rinforzano le difese immunitarie, mentre qui la gente si vaccina e si ammala lo stesso!
Si facessero meno vaccini e scopassero un po’ di più...
Autoerotismo? Anche le persone sposate lo fanno, anche le signore sebbene lo neghino, ma di fretta, di nascosto e senza classe. Poi se ne vergognano perché è stato insegnato loro a vergognarsene.
50 sfumature (il libro) ha insegnato a queste signore qualche trasporto in più rispetto al solito dito tra le grandi labbra. Le più fortunate tra loro hanno anche determinato l’esistenza del punto G, fino a quel momento relegato tra i Miti e Leggende. Resta da superare l’imbarazzo di parlane al proprio partner, perché vista l’inclinazione che la propria mano deve assumere per raggiungerlo, vi assicuro che se la mano non è la propria il piacere è maggiore e non viene disturbato dall’indolenzimento dovuto alla rotazione del polso.
Inoltre farsele fare, le cose, è sempre più comodo!


Ecco. È questo ciò che le signore sono andate a ricercare in un film come quello. Qui le tipe erano avvantaggiate dal faccino marpione di Jamie, immediatamente classificato come l’uomo più sexy e desiderato del pianeta. Hanno ricercato un autoerotismo proibito, trasgressivo e traditore, visto che con i propri partner sarà difficile istaurare un rapporto di sesso, che anche se non rasenta il bondage, resterà comunque ben lontano da ciò che potrebbe definirsi proibito, trasgressivo e traditore. I figli potrebbero sentirle mugolare, mentre sono ancora a platinare su un giochino elettronico.

14 agosto 2014

Standard della comunità: questi sconosciuti.

Non so se qualcuno di voi avrà mai visto questa foto:

Me la scattò il mio compagno durante una cena (bastardo!) e poi la postò su facebook, ma... sfido chiunque a credere che quella roba bianchiccia contenente visibili chicchi di riso sia qualcos’altro che non un dessert.
Eppure, evidentemente, qualcuno ha creduto che (scusate il palese) il mio ragazzo mi fosse venuto in bocca e che prontamente avesse una qualsiasi fotocamera pronta lì e mentre godeva degli ultimi spasmi di orgasmo mi avesse scattato la foto che mi ritraeva, per fortuna solo la bocca, mentre mi assaporavo il suo sperma.
Cose cioè che succedono solo nei film porno, quelle “creazioni” per gente che deve illudersi che quello è trombare sul serio e che non necessitano così tanto di una trama per essere capiti.
Dopo qualche giorno facebook gliela oscurò dicendo che violava gli standard della comunità.
Vabbè.
E questa? 

Sebbene su facebook sia impostata come età minima i 18 anni sappiamo benissimo che ci navigano ragazzetti minorenni, bambini più o meno accompagnati dai genitori, cani, gatti, criceti, il vasetto del basilico... insomma tutti.
Ieri ricevo la notifica da parte di un gruppo aperto di cui faccio parte perché un membro ha fatto un post. Questo post, con tanto di foto bella spaparacchiata in vista a tutti coloro che con me girellano su facebook, o che possono capitare nella stanza nel momento in cui io, ignara, apro tutto l’ambaradan e cioè i miei due bambini di 10 e 8 anni.
18 anni in due! E come pensate che debba rispondere alle ovvie domande che una tale foto suscita nelle loro testoline?
La bocca è piena di budino e il bambino? Ha fatto il bagno nel pomodoro?
Comunque vi posso assicurare che non sono le risposte a creare problemi, ma le domande stesse.
Mi faccio tanti problemi con i videogiochi e poi un coglione qualsiasi posta una roba del genere laddove la possano vedere cani e porci... e bambini?
Fantastico...
Segnalo la foto e sto attenta a flaggare le giuste caselle. Ho segnalato perché credo si faccia chiaro riferimento alla violenza, la foto urta la mia sensibilità (per la verità è la sensibilità dei miei figli, io essendo scrittrice di thriller non faccio testo, ma non per questo faccio loro leggere i miei libri!) e che non penso debba stare in un posto come facebook, dove cioè la gente entra per rilassarsi dopo una giornata di lavoro, o di noia e dove non credo, non lo credo io, si debba imbastire chissà quale rivoluzione, o quanto meno campagna di sensibilizzazione.
Da quanto posso ricordare dai libri di storia i moti rivoluzionari che hanno funzionato sono sempre nati in sordina, covati sapientemente e senza fretta negli scantinati, nelle fogne, in cima a boschi irraggiungibili e non alla luce del sole, sbandierati nelle bettole, vociati nelle piazze, tantomeno spiattellati su internet.
Ebbene, la mia richiesta di eliminazione di questa foto è stata respinta perché non viola gli standard della comunità.

Chissà che vuol dire "violenza" se nemmeno un bambino ridotto così possa essere definito vittima di violenza...
Quindi la morale è che la gente può tranquillamente sostenere la vista di un bambino dilaniato a metà, perché nella propria testa due parole si materializzano: Photoshop – Manichino, ma evidentemente non concepisce una bocca piena di budino perché le parole che scaturiscono sono: Sesso – Sperma – Pompino – Troia... poi gli si rizza e gli tocca pure masturbarsi... ‘na faticaccia, insomma!
Quindi attenzione quando posterete la prossima foto di voi che vi sbaciucchiate col vostro cane, gli animalisti sono su tutti gli usci, perfino i Testimoni di Geova non riescono più a trovare un campanello libero e attenzione anche al cibo che postate, non sia mai che qualche vegano vi venga a segnalare la grigliata di ferragosto!

7 marzo 2014

Gregge classe 2004 quasi pronto al marchio.

Finalmente ci siamo! Tocco con mano la quint'essenza dell'idiozia!
Mio figlio è in quarta, ha dieci anni... L'età delle comunioni. ^_^
Era da tempo che aspettavo questo momento, ma il fatto che avessi immaginato ogni scena nel più piccolo dettaglio non sta diminuendo il mio divertimento.

Mamme in comunella fuori dalla scuola, l'argomento è ormai quello: Chi pulisce e prepara la chiesa? Chi ordina i fiori? Chi contatta il fotografo? In quale ristorante andare che ormai quelli dei dintorni son già tutti prenotati?
Sì, perché non è che qui siamo in una metropoli, abbiamo (mi pare) tre ristoranti e basta e le quarte del comprensivo sono due, ergo una quarantina di bambini. Per fortuna c'è una grossa percentuale di "infedeli" alla croce del cristo, tra musulmani e chi non gliene frega un cazzo, quindi è un lavoro che verrà spicciato al massimo in un paio di domeniche, ma i ristoranti restano sempre i soliti tre.
Poi ci sono i veri fogli da cento che se ne andranno al parrucchiere! Per l’occasione pure il nonno si riassetterà come non faceva dal giorno del matrimonio della propria figlia!
Pure il prete sarà pagato, nonostante percepisca già un succulento stipendio esentasse, oltre a ritrovarsi la chiesa linda e pinta.
«Non sai quanti soldi risparmi...» mi mugolò rassegnata una mamma proprio l’altro giorno. Mi limitai ad alzare un sopracciglio considerando che con le mie entrate queste manifestazioni non me le potrei comunque permettere...

In questo periodo la mia tranquillità spicca ancor più di quanto già faccia nei giorni normali.
In un paesiello di cinquemila anime è facile conoscersi anche se non ci siamo mai parlati. Non ci hanno mai visti in chiesa la domenica, i miei figli lasciano l'aula all'ora di cristianesimo (perdonate se non la chiamo ora di religione, ma dal momento che si parla di una sola mi pare tendenzioso usare un termine così generico), ancor meno li hanno visti a dottrina, o come più gentilmente viene chiamata, catechismo, ma sempre di indottrinamento si tratta e il prete che a ogni quaresima ci prova, viene educatamente fatto proseguire con un “grazie non ci interessa”. Quindi non si aspettano certo che io finisca a far parte di questa isteria collettiva.
Qualcuna mi guarda, io me ne sto lì, con la mia borsa del karate che aspetto l’uscita dei figlioli da scuola, poi andremo tutti in palestra e i loro discorsi frenetici mi entrano da un orecchio e da quell’altro mi escono.
«Eh, sai...» pare volersi giustificare una di loro, quella che forse pensa d’avere più confidenza, chissà, «... ci mettiamo d’accordo per la cerimonia...». Io sorrido compassionevolmente e con la pace interiore del Maestro Shifu, le uso le medesime parole:
«Oh, non serve spiegare...».

So che non potranno mai capire, è una questione di dottrina ricevuta e che adesso sta ai loro bambini subire.
Ad andar loro bene subiranno solo quella, in altri casi, sempre troppi, subiranno anche molestie da parte del prete.
Ma è giusto, ai cristiani piace così. I cristiani devono soffrire durante la loro vita, devono scontrarsi con le proprie debolezze esorcizzandole con la redenzione e subire quelle degli altri per poter assaporare la gioia del perdono.

E mentre quei “non so quanti” bambini si rinchiudono in una stanza a parlare dell’infinito, io porto i miei in un prato a toccarlo con mano, senza pretendere d’avere risposte sul perché vi siano così tante stelle in cielo...


19 dicembre 2013

Papa che vai, coglioni che trovi.

Ma è vero che il papa, per il suo compleanno, ha invitato quattro senza tetto alla sua tavola?
Ma che bel gesto...
Chissà come ci son rimasti male gli altri milioni scartati...
Eppure il papa, attingendo ai tesori immensi della Santa Madre Chiesa avrebbe potuto sfamarli tutti, sebbene per un sol giorno, e non far sentire escluso nessuno.

Cos'era quella messa che mi son dovuta sorbire ieri mattina, in casa di quella povera vecchia spaventata e bigotta, alla quale vado a dare una mano a fare il bagno ogni venerdi (siccome ci son le feste, questa settimana ci sono andata di mercoledì)? Il papa che a ogni parola che diceva veniva acclamato da una folla di poveracci (soprattutto di spirito, solo che ancora non se ne rendono conto!). Fico! A un certo punto credevo stessero mandando in onda un concerto dei Duran Duran!

Ma svegliatevi, rincoglioniti... altro che umile, quello è il frutto di una macchinazione bella e buona:

Dopo quasi trent'anni di Wojtyla, che ammettiamolo, aveva il suo porcaccio carisma, ci schiaffano un ex-nazista che durante la propria giovinezza andava a dare l’estrema unzione alle ragazze ebree nei campi di concentramento... un’estrema unzione un po’ particolare, con un “pennello” particolare e pure l’”olio santo” era speciale.
Lo ficcano lì a cercare di mettere un freno a certe voci sui preti pedofili, l’accettazione dei gay, l’emancipazione femminile, l’ingiustizia degli stupri e quant’altro, minacciando la gente e castrando le menti.
Provano pure a infiltrarlo nella rete, sebbene il flop sia clamoroso. Una pietosa medaglia che si rovescia addosso a tutta la Santa Madre Chiesa che proprio tramite internet si rende conto con quanta considerazione viene tenuta dalle persone (a parte tutti quei disgraziati vestiti di giallino, che lasciano liberi in aria palloncini e che ogni domenica si riversano a San Pietro con aria di chi si è appena fumato il peggior maroccaccio e per giunta rullato male!).
Il povero Razzinghe non ha potuto fare conto nemmeno sulla propria immagine. Caricatura sputata dell’imperatore Palpatine di Star Wars, annovera una sequela di prese per il culo on line e non, che alla fine nemmeno la sua immagine riflessa poteva più tacere un nemmeno tanto velato “Mavvappijattelo’nderc***”.
A questo punto, saggiamente, s’è tolto dai coglioni... ma secondo me l’hanno semplicemente fatto saltare.
D’altronde non lo potevano far fuori, ne avevano già ucciso uno, di papi, a questo secolo, ma qualcosa andava fatto. La Chiesa ha perso parecchi adepti e c’era bisogno di recuperarli.
A questo punto ecco spuntare Bergoglio.
Faccetta di culo al punto giusto, vocina flautata, accento latinoamericano e sorrisetto a zio buono ed ecco che la folla va in delirio!
È umile, indossa un crocifisso di latta, siede su un trono che non supera la sua tiara di un metro e mezzo come quello del papa nazista, è un po’ meno rifinito in oro.
Ricorda vagamente l’umiltà di Wojtyla, quando lasciò scritto che per il suo Ultimo Viaggio avrebbe desiderato un grezzo cappottino di legno di cipresso, senza nessun fronzolo, ma diciamolo: sarà dura combattere con la persona che è stato Wojtyla.
Sia chiaro, nessun uomo di Chiesa che sopravviva, è affidabile. La Chiesa in generale non lo è e quindi non lo era nemmeno Wojtyla. Basta un biennio di psicologia, o semplicemente non aver perso il senso critico per accorgersi dei discorsi a cazzo di cane che fanno quando parlano questi tizi.
Poi ci sono quelli più viscidi e pericolosi, che adottando un comportamento moderno e accattivante cercano di convincere che Chiesa è bello (tipo la suora che ogni lunedì, se la Fiorentina aveva vinto, entrava in classe con la sciarpa al collo e accennando un mezzo balletto da stadio canticchiava “Alé Viola alé!”... Più di una volta mi sono vergognata per lei e non perché tifasse Fiorentina).

Alla fine dei giochi adesso l’Italia ha nuovamente un papa che piace, il cui nome ricorda la più umile delle figure religiose del passato: Francesco.
Francesco che durante la propria commemorazione, ad Assisi, proprio ad opera di questo papa sorridente, è stato calpestato in tutta la sua umiltà da una sontuosa festa in piazza, alla quale sono stati invitati tutti i più insigni rappresentanti della falsità italiana, con i politici in primissima fila e tutti a parlare di sacrificio, di preghiere per il dolore, i poveracci, i senza lavoro, senza tetto, senza palle, ma che riguardandoli bene, tra questi signori non ce n’era uno che non fosse stato in sovrappeso, o non vestisse impeccabilmente firmato.
Sembrava la cerimonia nunziale di un re, altro che commemorazione dell’umile Francesco.
Ma ripeto, questo papa piace, sta riavvicinando chi si era allontanato, emana calore (ma anche l’inferno si dice sia parecchio caldo!), sicurezza e la sua faccia mentre bacia i neonati sollevati dalle giovani madri al di là delle transenne delle piazze è piacevole da guardare, priva com’è di quel ghigno malefico che personalmente per più di una volta mi ha istigato a sfoderare la mia spada laser giocattolo!

Non so se avrò tempo e voglia di scrivere nuovamente prima di Natale o della fine dell’anno. In caso gli auguri ve li faccio ora.

Buone Feste.